Pomeriggio da ricordare per il rugby italiano, la felicità di poter dire: “io c’ero quando l’Italia ha portato a casa un risultato più grande della vittoria ottenuta”. A fine primo tempo l’Italia commette una leggerezza lasciando sul campo il vantaggio accumulato dei primi 40 minuti: da 10-5 il tabellone passa a segnare 10-12 a vantaggio degli inglesi. Il secondo tempo vede l’Italia determinata, compatta, con la testa giusta. Grazie a Paolo Garbisi, alla meta di Leonardo Marin e al supporto di Monty Ioane e Tommaso Menoncello. La chiave di volta di questa storica vittoria emerge dalle parole dell’allenatore Gonzalo Quesada nella conferenza stampa: “Per tutta la settimana, fino alla partita, abbiamo provato a mantenere la concentrazione per gestire le alte aspettative”. Obiettivo raggiunto. Riguardo il primo tempo sottolinea: “Sono stati bravi a metterci in difficoltà, ma abbiamo reagito e siamo stati bravi anche noi a rispettare i piani. I ragazzi hanno fatto un lavoro enorme: ero già fiero di loro, ma ogni volta mi rendono sempre più orgoglioso del lavoro che stiamo facendo”. Parole che fanno pensare che quella di sabato non è stata la rondine che non fa primavera! Il flanker Michele Lamaro fa eco al mister parlando della pressione del prepartita e della gestione delle fasi più complesse: “In alcuni momenti sembravamo giù di tono e loro agguerriti. Poi siamo rimasti in 14.
È stato un punto di forza per dare il massimo. Ci abbiamo creduto ogni secondo. Sentivamo le aspettative e sapevamo che era un’occasione da cogliere. Altro risultato raggiunto”. La partita è stata altalenante, l’Inghilterra attacca grazie ai calci di Daly e Spencer per pesare sul nostro reparto arretrato. All’8′ arriva una penaltouche ai 5 metri, ma Zambonin toglie il pallone a Earl. Al 10′ l’Italia rischia con un calcio fuori misura di Paolo Garbisi e favorisce la ripartenza di Freeman che riesce a servire Atkinson dentro i 22: Brex e Garbisi intervengono nel breakdown e risolvono il problema. Intanto Fin Smith rischia facendosi ribattere un calcio di liberazione da Lorenzo Cannone, ma ci pensa Daly a venirne fuori. Il pericolo Italia arriva al 17′ con un pallone recuperato da Fischetti, poi Paolo Garbisi e Menoncello innescano Ioane sul lato sinistro. Però il calcetto a scavalcare dell’ala azzurra è troppo lungo e Freeman annulla. Al 21′ l’Italia è in vantaggio con un piazzato di Garbisi dopo un fuorigioco di Earl. Gli inglesi rispondono con una mischia ordinata che mette in difficoltà la prima linea azzurra e al 26′ trova la prima meta. Fin Smith trova un primo intervallo per Earl, pallone allargato su Freeman con la difesa italiana scoperta e arriva il 3-5.
Una zampata di Garbisi aiuta Menoncello che trova il varco tra due avanti inglesi, resiste al rientro di Daly e vola in mezzo ai pali per il 10-5 con trasformazione di Paolo Garbisi. L’Inghilterra è bloccata da un intervento di Ferrari nel breakdown, ma a tempo scaduto passa in vantaggio grazie a un’azione che nasce da un primo break di Roebuck dopo un pallone perso da Lorenzo Cannone, poi Fin Smith trova un calcio-passaggio per l’ala inglese che salta Ioane e va a marcare per il pareggio. Smith trova la trasformazione e si chiude in vantaggio per l’Inghilterra. Nel secondo tempo gli inglesi, con un calcetto di Daly, mettono in difficoltà Pani, arriva un calcio di punizione. Genge prova ad arrivare in fondo ma perde il pallone al momento di schiacciare. Sulla mischia gli inglesi guadagnano il calcio di punizione. Fin Smith ottiene il 10-15. Quesada cambia assetto: Marin sostituisce Brex che fa il primo centro, Menoncello porta il punteggio a 13. Entrano Fusco per Alessandro Garbisi e Hasa per Ferrari. Intanto il break di Cadan Murley sulla sinistra costringe la difesa italiana a difendere arretrando, un intervento irregolare di Nicotera in ruck porta al cartellino giallo. Fin Smith fissa il risultato a 10-18. L’arbitro Ramos viene richiamato dal TMO per un intervento di spalla di Underhill su Fischetti.
Per l’inglese arriva il cartellino giallo. Garbisi centra i pali e riporta gli Azzurri sotto break: 13-18. Quando l’Italia torna in parità numerica, attacca. Garbisi, grazie a un palo interno, ferma il divario a 16-18. Recuperato Nicotera, l’Italia è in doppia superiorità numerica per un giallo a Itoje che strappa irregolarmente il pallone a Fusco. Gli Azzurri vanno in touche, ma il drive viene spinto fuori dalla difesa inglese. Gli ospiti ritrovano Underhill ma al 72′ arriva un calcio-passaggio di Garbisi su Ioane che brucia Roebuck sullo scatto e trova Menoncello, sostegno per Marin, che riceve e vola in mezzo ai pali: 23-18. L’Olimpico trema di gioia e la difesa azzurra è agguerrita. Fin Smith cerca un altro calcio-passaggio su Roebuck, stavolta fuori misura. Nel finale l’Italia vede Garbisi su Underhill, poi un intervento di Lamaro nel breakdown per disinnescare l’ultima azione inglese. Ruzza vince l’ultima touche, Fusco calcia fuori: Italia batte Inghilterra 23-18.
Se tra gli obiettivi c’era quello di far sentire le grida di gioia del pubblico fino all’Eur possiamo dire che è stato centrato, alla grande, anche questo.
Alessandra Gaetani
