Un libro inaspettato: “Cattolicando. Lettere di un laico all’Avvenire” (Ethosjob editrice 2025 pp. 186, 16€, ed. epub 10€) è stato presentato il 9 marzo presso il Senato della Repubblica. L’autore, Alessandro Tessari, laureato in filosofia, già docente all’Università di Padova, parlamentare che si definisce laico e non credente, scrive ad Avvenire su temi d’attualità che hanno al centro cinque parole chiave: libertà, pace, vita, famiglia e coerenza.
Alessandro Tessari ne ha discusso con l’onorevole Federico Mollicone presidente Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, la senatrice Paola Binetti, presidente emerito UDC, Fausto Bertinotti, Past President della Camera dei Deputati, monsignor Francesco Pesce, responsabile della Pastorale sociale, del Lavoro e Cura del Creato, monsignor Renzo Pegoraro, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Germano Bertin, fondatore di Ethosjob Edizioni e Angelo Picariello, giornalista di Avvenire. Ha moderato l’incontro il giornalista di Radio Radicale Lanfranco Palazzolo. La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella ha inviato un video messaggio in cui ha ricordato che “un percorso comune mi lega ad Alessandro Tessari: i miei genitori erano radicali. Inoltre sono stata editorialista di Avvenire. Ha scelto il quotidiano cattolico per dialogare su temi al centro di dibattiti importanti che hanno coinvolto l’opinione pubblica come vita, morte, natalità e identità sessuale scansando argomentazioni facili e questo arricchisce il lettore. Un dibattito vero tra laici e credenti”. Il libro nasce dalle lettere che Alessandro Tessari scrive per anni ad Avvenire. Rispondono i direttori che si sono alternati alla guida del giornale. Alessandro Tessari ha raccontato come sono nati la sua uscita e il suo dialogo con il mondo cattolico: “Sono di Padova e guardando da adolescente gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni ero terrorizzato dalla raffigurazione dell’Inferno. Un teologo mi diede delle spiegazioni. Capii che quell’Inferno era solo nella testa di Giotto. Da laico continuo il mio dibattito, la mia ricerca di risposte con il mondo cattolico, opposto al mio ma con tanti punti in comune. La mia base è il pensiero di Raimondo Lullo (1235-1316) che durante le Crociate posò la spada a favore di un confronto francescano. L’Occidente rischia la fine perché non ha avuto il coraggio di fare i conti con la sua coscienza, la sua storia, secoli di rapine verso i poveri del mondo. Nelle cose essenziali della vita dell’uomo e del pianeta, il Magistero della Chiesa ha sempre colto con grande saggezza ed equilibrio quel che anche per me è saggio ed equilibrato”. L’onorevole Federico Mollicone ha sottolineato che “la gentilezza intellettuale politica si basa su dialogo e confronto, strumenti per garantire il futuro. Al posto della contrapposizione occorre la sintesi tra diverse culture per tessere un vero dialogo”. Fausto Bertinotti afferma “l’ispirazione al dialogo è contraddetta dalla politica del nostro tempo. Ci sono stati periodi in cui lo scontro è stato aspro ma c’era dialogo. Papa Francesco ha denunciato la terza guerra mondiale a pezzi ma c’è stato silenzio a riguardo. Tessari propone un dialogo nudo. Il centro delle lettere è la pace. Le relazioni sono scomparse per l’inesistenza delle idee. Qui invece ci sono persone che diventano elemento di ricchezza, c’è sostanza e necessità di dialogo”. Mons. Francesco Pesce ha indicato degli spunti di riflessione “il tempo che stiamo vivendo è di difficile interpretazione ma il Concilio Vaticano II ci ha detto di scrutare i segni dei tempi. Insieme alla dottrina sociale della Chiesa sono due pilastri per i cattolici. Non danno la risposta a tutto, ma sono come il lievito nella pasta. La lettura giusta del tempo si ha solo con occhi puri e la corsa agli armamenti nega questa purezza perché guarda il tornaconto. I problemi della fame e della guerra vanno visti e ascoltati con gli occhi di chi li vive. Questo vuol dire cambiare prospettiva. Chi ha autorità viene guardato da chi ha fame. Abbiamo l’urgenza della pace e della riconciliazione: ci vogliono profeti che parlino di questo, non di legittima difesa. Le propagande di regime zittiscono i profeti di pace. Inoltre occorre coerenza tra morale pubblica e privata”. Il moderatore Lanfranco Palazzolo chiede alla senatrice Paola Binetti: “Lei non ha mai pensato di scrivere a ‘L’Unità’ o ‘Il Manifesto’ riguardo i temi d’attualità?”. Risponde la senatrice, autrice della prefazione del libro: “Non ho mai scritto a questi giornali perché ho pensato che mai sarei stata pubblicata. In un’intervista fui molto fraintesa per un vizio di interpretazione. Da cattolica coltivo il dialogo e il confronto. Nel recente passato erano presenti questi ideali di centralità della persona, l’appartenenza a un partito la caratterizzava ma c’era la dimensione profonda dell’accoglienza e del confronto con la diversità. Parlando si trovava un terreno comune. Ora c’è una tensione immiserita, si sono persi i contenuti. Nelle lettere di Tessari trovo l’originalità che cerca lo spazio per farsi ascoltare”. Uno dei temi trattati riguarda la natalità. Mons. Renzo Pegoraro sottolinea: “Guardare alla natalità significa guardare al futuro. Avere servizi dallo Stato aiuta ad aumentarla. Ma quanti dedicherebbero più attenzione a priorità come la famiglia? Paure e insicurezze fanno rimandare l’assunzione di responsabilità. Dobbiamo promuovere cultura, sensibilità e coraggio per aumentare la genitorialità”. Il giornalista Angelo Picariello sottolinea: “Avvenire offre uno spazio di dialogo a chi gli scrive, il confronto è una necessità nella cultura cattolica. I cattolici hanno la passione del bene comune come i Radicali, attenzione per tutti, rispetto verso le Istituzioni, come testimonia questo libro”. Conclude Germano Bertin, editore e autore della post fazione “mi ha colpito l’insaziabile determinazione di Tessari. Interrogare, argomentare con arguzia e intelligenza su questioni come il vivere e il con-vivere, la politica, l’impegno civile, la responsabilità, con uno sguardo lungo che inchioda ciascuno alle proprie responsabilità, invita i lettori a fare altrettanto”.
Alessandra Gaetani
Un libro inaspettato: “Cattolicando. Lettere di un laico all’Avvenire” (Ethosjob editrice 2025 pp. 186, 16€, ed. epub 10€) è stato presentato il 9 marzo presso il Senato della Repubblica. L’autore, Alessandro Tessari, laureato in filosofia, già docente all’Università di Padova, parlamentare che si definisce laico e non credente, scrive ad Avvenire su temi d’attualità che hanno al centro cinque parole chiave: libertà, pace, vita, famiglia e coerenza.
Alessandro Tessari ne ha discusso con l’onorevole Federico Mollicone presidente Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, la senatrice Paola Binetti, presidente emerito UDC, Fausto Bertinotti, Past President della Camera dei Deputati, monsignor Francesco Pesce, responsabile della Pastorale sociale, del Lavoro e Cura del Creato, monsignor Renzo Pegoraro, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Germano Bertin, fondatore di Ethosjob Edizioni e Angelo Picariello, giornalista di Avvenire. Ha moderato l’incontro il giornalista di Radio Radicale Lanfranco Palazzolo. La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella ha inviato un video messaggio in cui ha ricordato che “un percorso comune mi lega ad Alessandro Tessari: i miei genitori erano radicali. Inoltre sono stata editorialista di Avvenire. Ha scelto il quotidiano cattolico per dialogare su temi al centro di dibattiti importanti che hanno coinvolto l’opinione pubblica come vita, morte, natalità e identità sessuale scansando argomentazioni facili e questo arricchisce il lettore. Un dibattito vero tra laici e credenti”. Il libro nasce dalle lettere che Alessandro Tessari scrive per anni ad Avvenire. Rispondono i direttori che si sono alternati alla guida del giornale. Alessandro Tessari ha raccontato come sono nati la sua uscita e il suo dialogo con il mondo cattolico: “Sono di Padova e guardando da adolescente gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni ero terrorizzato dalla raffigurazione dell’Inferno. Un teologo mi diede delle spiegazioni. Capii che quell’Inferno era solo nella testa di Giotto. Da laico continuo il mio dibattito, la mia ricerca di risposte con il mondo cattolico, opposto al mio ma con tanti punti in comune. La mia base è il pensiero di Raimondo Lullo (1235-1316) che durante le Crociate posò la spada a favore di un confronto francescano. L’Occidente rischia la fine perché non ha avuto il coraggio di fare i conti con la sua coscienza, la sua storia, secoli di rapine verso i poveri del mondo. Nelle cose essenziali della vita dell’uomo e del pianeta, il Magistero della Chiesa ha sempre colto con grande saggezza ed equilibrio quel che anche per me è saggio ed equilibrato”. L’onorevole Federico Mollicone ha sottolineato che “la gentilezza intellettuale politica si basa su dialogo e confronto, strumenti per garantire il futuro. Al posto della contrapposizione occorre la sintesi tra diverse culture per tessere un vero dialogo”. Fausto Bertinotti afferma “l’ispirazione al dialogo è contraddetta dalla politica del nostro tempo. Ci sono stati periodi in cui lo scontro è stato aspro ma c’era dialogo. Papa Francesco ha denunciato la terza guerra mondiale a pezzi ma c’è stato silenzio a riguardo. Tessari propone un dialogo nudo. Il centro delle lettere è la pace. Le relazioni sono scomparse per l’inesistenza delle idee. Qui invece ci sono persone che diventano elemento di ricchezza, c’è sostanza e necessità di dialogo”. Mons. Francesco Pesce ha indicato degli spunti di riflessione “il tempo che stiamo vivendo è di difficile interpretazione ma il Concilio Vaticano II ci ha detto di scrutare i segni dei tempi. Insieme alla dottrina sociale della Chiesa sono due pilastri per i cattolici. Non danno la risposta a tutto, ma sono come il lievito nella pasta. La lettura giusta del tempo si ha solo con occhi puri e la corsa agli armamenti nega questa purezza perché guarda il tornaconto. I problemi della fame e della guerra vanno visti e ascoltati con gli occhi di chi li vive. Questo vuol dire cambiare prospettiva. Chi ha autorità viene guardato da chi ha fame. Abbiamo l’urgenza della pace e della riconciliazione: ci vogliono profeti che parlino di questo, non di legittima difesa. Le propagande di regime zittiscono i profeti di pace. Inoltre occorre coerenza tra morale pubblica e privata”. Il moderatore Lanfranco Palazzolo chiede alla senatrice Paola Binetti: “Lei non ha mai pensato di scrivere a ‘L’Unità’ o ‘Il Manifesto’ riguardo i temi d’attualità?”. Risponde la senatrice, autrice della prefazione del libro: “Non ho mai scritto a questi giornali perché ho pensato che mai sarei stata pubblicata. In un’intervista fui molto fraintesa per un vizio di interpretazione. Da cattolica coltivo il dialogo e il confronto. Nel recente passato erano presenti questi ideali di centralità della persona, l’appartenenza a un partito la caratterizzava ma c’era la dimensione profonda dell’accoglienza e del confronto con la diversità. Parlando si trovava un terreno comune. Ora c’è una tensione immiserita, si sono persi i contenuti. Nelle lettere di Tessari trovo l’originalità che cerca lo spazio per farsi ascoltare”. Uno dei temi trattati riguarda la natalità. Mons. Renzo Pegoraro sottolinea: “Guardare alla natalità significa guardare al futuro. Avere servizi dallo Stato aiuta ad aumentarla. Ma quanti dedicherebbero più attenzione a priorità come la famiglia? Paure e insicurezze fanno rimandare l’assunzione di responsabilità. Dobbiamo promuovere cultura, sensibilità e coraggio per aumentare la genitorialità”. Il giornalista Angelo Picariello sottolinea: “Avvenire offre uno spazio di dialogo a chi gli scrive, il confronto è una necessità nella cultura cattolica. I cattolici hanno la passione del bene comune come i Radicali, attenzione per tutti, rispetto verso le Istituzioni, come testimonia questo libro”. Conclude Germano Bertin, editore e autore della post fazione “mi ha colpito l’insaziabile determinazione di Tessari. Interrogare, argomentare con arguzia e intelligenza su questioni come il vivere e il con-vivere, la politica, l’impegno civile, la responsabilità, con uno sguardo lungo che inchioda ciascuno alle proprie responsabilità, invita i lettori a fare altrettanto”.
Alessandra Gaetani
Alessandro Tessari ne ha discusso con l’onorevole Federico Mollicone presidente Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, la senatrice Paola Binetti, presidente emerito UDC, Fausto Bertinotti, Past President della Camera dei Deputati, monsignor Francesco Pesce, responsabile della Pastorale sociale, del Lavoro e Cura del Creato, monsignor Renzo Pegoraro, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Germano Bertin, fondatore di Ethosjob Edizioni e Angelo Picariello, giornalista di Avvenire. Ha moderato l’incontro il giornalista di Radio Radicale Lanfranco Palazzolo.
La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella ha inviato un video messaggio in cui ha ricordato che “un percorso comune mi lega ad Alessandro Tessari: i miei genitori erano radicali. Inoltre sono stata editorialista di Avvenire. Ha scelto il quotidiano cattolico per dialogare su temi al centro di dibattiti importanti che hanno coinvolto l’opinione pubblica come vita, morte, natalità e identità sessuale scansando argomentazioni facili e questo arricchisce il lettore. Un dibattito vero tra laici e credenti”.
Il libro nasce dalle lettere che Alessandro Tessari scrive per anni ad Avvenire. Rispondono i direttori che si sono alternati alla guida del giornale. Alessandro Tessari ha raccontato come sono nati la sua uscita e il suo dialogo con il mondo cattolico: “Sono di Padova e guardando da adolescente gli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni ero terrorizzato dalla raffigurazione dell’Inferno. Un teologo mi diede delle spiegazioni. Capii che quell’Inferno era solo nella testa di Giotto. Da laico continuo il mio dibattito, la mia ricerca di risposte con il mondo cattolico, opposto al mio ma con tanti punti in comune. La mia base è il pensiero di Raimondo Lullo (1235-1316) che durante le Crociate posò la spada a favore di un confronto francescano. L’Occidente rischia la fine perché non ha avuto il coraggio di fare i conti con la sua coscienza, la sua storia, secoli di rapine verso i poveri del mondo. Nelle cose essenziali della vita dell’uomo e del pianeta, il Magistero della Chiesa ha sempre colto con grande saggezza ed equilibrio quel che anche per me è saggio ed equilibrato”.
L’onorevole Federico Mollicone ha sottolineato che “la gentilezza intellettuale politica si basa su dialogo e confronto, strumenti per garantire il futuro. Al posto della contrapposizione occorre la sintesi tra diverse culture per tessere un vero dialogo”. Fausto Bertinotti afferma “l’ispirazione al dialogo è contraddetta dalla politica del nostro tempo. Ci sono stati periodi in cui lo scontro è stato aspro ma c’era dialogo. Papa Francesco ha denunciato la terza guerra mondiale a pezzi ma c’è stato silenzio a riguardo. Tessari propone un dialogo nudo. Il centro delle lettere è la pace. Le relazioni sono scomparse per l’inesistenza delle idee. Qui invece ci sono persone che diventano elemento di ricchezza, c’è sostanza e necessità di dialogo”.
Mons. Francesco Pesce ha indicato degli spunti di riflessione “il tempo che stiamo vivendo è di difficile interpretazione ma il Concilio Vaticano II ci ha detto di scrutare i segni dei tempi. Insieme alla dottrina sociale della Chiesa sono due pilastri per i cattolici. Non danno la risposta a tutto, ma sono come il lievito nella pasta. La lettura giusta del tempo si ha solo con occhi puri e la corsa agli armamenti nega questa purezza perché guarda il tornaconto. I problemi della fame e della guerra vanno visti e ascoltati con gli occhi di chi li vive. Questo vuol dire cambiare prospettiva. Chi ha autorità viene guardato da chi ha fame. Abbiamo l’urgenza della pace e della riconciliazione: ci vogliono profeti che parlino di questo, non di legittima difesa. Le propagande di regime zittiscono i profeti di pace. Inoltre occorre coerenza tra morale pubblica e privata”. I
l moderatore Lanfranco Palazzolo chiede alla senatrice Paola Binetti: “Lei non ha mai pensato di scrivere a ‘L’Unità’ o ‘Il Manifesto’ riguardo i temi d’attualità?”. Risponde la senatrice, autrice della prefazione del libro: “Non ho mai scritto a questi giornali perché ho pensato che mai sarei stata pubblicata. In un’intervista fui molto fraintesa per un vizio di interpretazione. Da cattolica coltivo il dialogo e il confronto. Nel recente passato erano presenti questi ideali di centralità della persona, l’appartenenza a un partito la caratterizzava ma c’era la dimensione profonda dell’accoglienza e del confronto con la diversità. Parlando si trovava un terreno comune. Ora c’è una tensione immiserita, si sono persi i contenuti. Nelle lettere di Tessari trovo l’originalità che cerca lo spazio per farsi ascoltare”.
Uno dei temi trattati riguarda la natalità. Mons. Renzo Pegoraro sottolinea: “Guardare alla natalità significa guardare al futuro. Avere servizi dallo Stato aiuta ad aumentarla. Ma quanti dedicherebbero più attenzione a priorità come la famiglia? Paure e insicurezze fanno rimandare l’assunzione di responsabilità. Dobbiamo promuovere cultura, sensibilità e coraggio per aumentare la genitorialità”.
Il giornalista Angelo Picariello sottolinea: “Avvenire offre uno spazio di dialogo a chi gli scrive, il confronto è una necessità nella cultura cattolica. I cattolici hanno la passione del bene comune come i Radicali, attenzione per tutti, rispetto verso le Istituzioni, come testimonia questo libro”. Conclude Germano Bertin, editore e autore della post fazione “mi ha colpito l’insaziabile determinazione di Tessari. Interrogare, argomentare con arguzia e intelligenza su questioni come il vivere e il con-vivere, la politica, l’impegno civile, la responsabilità, con uno sguardo lungo che inchioda ciascuno alle proprie responsabilità, invita i lettori a fare altrettanto”.
Alessandra Gaetani
