Aperta ai mercati di Traiano la mostra del grande scultore rumeno Constantin Brâncuși.

Curata dal direttore del Museo Nazionale d’Arte della Romania, Erwin Kessler, la mostra propone una rilettura ampia e coinvolgente dell’opera brâncușiana, mettendo al centro le sue radici culturali, la sua ricerca spirituale e la sua capacità di trasformare la tradizione in avanguardia.
Pubblicato il: 24 Febbraio 2026

Nell’ambito del programma bilaterale dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026, promosso dall’Ambasciata di Romania in Italia con il sostegno dei Ministeri della Cultura e degli Affari Esteri dei due Paesi e posto sotto l’Alto Patronato dei Presidenti di Romania e Italia, i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali ospitano la grande mostra dedicata a Constantin Brâncuși, tra i più influenti protagonisti della scultura del Novecento. L’esposizione celebra il 150° anniversario della nascita (1876–1957) di un artista che ha rivoluzionato il linguaggio plastico moderno, aprendo la strada a una nuova concezione della forma.

Curata dal direttore del Museo Nazionale d’Arte della Romania, Erwin Kessler, la mostra propone una rilettura ampia e coinvolgente dell’opera brâncușiana, mettendo al centro le sue radici culturali, la sua ricerca spirituale e la sua capacità di trasformare la tradizione in avanguardia. Il percorso si articola attorno a un doppio orizzonte: l’eredità dell’Oltenia, terra natale dell’artista, con la sua antica tradizione di intaglio ligneo e il confronto con la scultura romana antica, studiata come modello di equilibrio, misura e perfezione.

La pratica della “taille directe” diventa per Brâncuși una scelta estetica e insieme etica: scolpire direttamente nel blocco di pietra o di legno significa instaurare un rapporto fisico, immediato e autentico con la materia. L’artista non delega, non si limita a ideare, ma si fa unico autore e artefice dell’opera, lasciando nella superficie il segno del gesto e dell’energia creativa. Questa dimensione quasi rituale del fare artistico restituisce alla scultura una forza primordiale, capace di unire manualità e visione.

Parallelamente, il dialogo con l’antichità romana alimenta una riflessione sulla forma come sintesi essenziale. Dalla figura realistica Brâncuși impara a estrarre l’elemento permanente, l’essenza eterna, liberando l’immagine dal dettaglio superfluo. Il frammento, il volto, il torso diventano strumenti per interrogare il tempo e trasformare la memoria dell’antico in linguaggio contemporaneo. In questa tensione tra arcaico e classico si sviluppa una ricerca orientata verso la semplificazione estrema, verso l’archetipo, verso la purezza.

Il percorso espositivo vi accompagna lungo l’evoluzione che conduce dalla figurazione simbolica a una sintesi modernista radicale e sorprendentemente originale. Mito, spiritualità e tradizione popolare si fondono in immagini sempre più essenziali, capaci di superare la rappresentazione per diventare simboli universali. Opere come Mademoiselle Pogany, Prometeo e i lavori legati al complesso monumentale di Târgu-Jiu segnano questo passaggio decisivo: le forme si fanno compatte, levigate, geometriche, fino a incarnare una visione in cui materia e luce dialogano in perfetto equilibrio.

La mostra evidenzia così la straordinaria capacità di Brâncuși di unire arcaismo romeno e classicismo romano in una visione del tutto nuova della scultura. Le sue opere non descrivono semplicemente figure, ma evocano presenze, energie, tensioni interiori. La forma non imita la realtà: la distilla, la purifica, la rende essenziale.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a livello nazionale dalla Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, in collaborazione con le citate autorità ministeriali romene e con il patrocinio del Ministero della Cultura italiano. L’organizzazione a cura della Sovrintendenza Capitolina con l’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana e il Museo Nazionale d’Arte della Romania, si avvale del partenariato con il Museo d’Arte Nazionale di Craiova

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