Dare una nuova possibilità di riscatto ed una nuova vita a chi in passato ha commesso degli errori ma vuole rientrare a pieno titolo nella società attraverso il lavoro. E’ l’obiettivo della partnership tra il Gruppo Palombini, storica realtà romana leader nel settore del catering, con particolare specializzazione negli eventi sportivi di rilievo internazionale, come la Ryder Cup e gli Internazionali di Tennis e l’associazione non profit Seconda chance, nata nel 2022 da un’idea della giornalista del TgLa7 Flavia Filippi e che si occupa di migliorare la condizione della popolazione carceraria.
Ne abbiamo parlato con Andrea Paolantoni, classe 1992, che rappresenta la quarta generazione del Gruppo Palombini e attualmente ricopre il ruolo di Food & Beverage Manager, dopo essersi formato presso la prestigiosa scuola di cucina ALMA. Oltre all’impegno aziendale, Paolantoni è impegnato come Vicepresidente del Gruppo giovani di Confcommercio Roma e Consigliere nazionale FIPE Giovani, ruoli che riflettono la sua dedizione allo sviluppo del settore e al sostegno delle nuove generazioni di imprenditori.
Come è nato il progetto Seconda Chance?
E’ importante secondo me mantenere sempre lo sguardo rivolto al futuro rafforzare il legame tra l’ azienda e il territorio, con l’obiettivo di restituire valore alla comunità attraverso il lavoro e la cultura dell’ ospitalità.
E’ per questo che abbiamo aderito al progetto Seconda Chance. Quando Flavia Filippi, lo ha illustrato a me e a mio padre Sergio, presidente di FIPE Roma, è stata trascinante con la sua energia e ci ha convinti a entrare a Rebibbia dove ritorneremo il 10 febbraio per cercare due banchisti. Il suo entusiasmo è stato davvero determinante
Ci descrive l’impatto con il carcere?
E’ stata un’esperienza molto particolare. Siamo condizionati dalla visione cinematografica e ricordo un’immagine che mi è rimasta impressa: i detenuti riuscivano a cucinarsi una pizza con un po’ di carta stagnola e un fornelletto a gas.
Come si è sviluppato il progetto Seconda Chance?
Siamo partiti con una persona e attualmente lavorano con noi due collaboratori a tempo indeterminato e con ottimo stipendio. La prima da tre anni mentre il secondo da un anno e mezzo. Nel complesso dall’inizio del progetto abbiamo coinvolto 5 risorse che poi hanno tutte trovato impieghi stabili e non sono ricaduti nell’errore.
Cosa vi ha convinti in sede di colloquio di lavoro?
Ci siamo assicurati che la persona avesse una famiglia e dei figli a carico, elemento molto importante dal punto di vista motivazionale e poi lo stato d’anima della persona. Cercavamo di capire come sarebbe stata la loro reazione ad un ambiente come il bar che magari non vedevano da dieci anni.
Di cosa si occupano nello specifico?
Uno è banconista mentre l’altro è un cameriere. Hanno quindi un rapporto diretto con il pubblico.
Come è stato l’inserimento?
In prima battuta piuttosto complicato perché provenivano da un ambiente “ostile” e dovevano in un certo senso riabituarsi al rapporto con il pubblico. Uno di questi non usciva dal carcere da dieci anni. A volte avevano anche paura a tendere la mano.
In che modo vi siete organizzati con il lavoro?
I partecipanti al progetto escono la mattina e tornano la sera in carcere quindi è come vivere due vite ma la cosa straordinaria è vedere il loro entusiasmo nell’andare a lavorare che poi trasmettono anche al resto del personale. Aldilà delle capacità tecniche hanno dato molto dal punto di vista umano e hanno arricchito enormemente il nostro staff.
Come è stato il rapporto con le istituzioni nell’ambito del progetto?
Il Gruppo Palombini è stato tra i primi ad aderire e abbiamo riscontrato inizialmente dei tempi molto lunghi da parte dell’amministrazione che non era attrezzata per questo tipo di richieste. La situazione è migliorata e comunque non abbiamo mai trovato un atteggiamento ostativo nei nostri confronti.
Mi ha detto dell’energia di Flavia Filippi. Avete incontrato difficoltà nel lavorare con l’associazione?
Assolutamente no. Flavia è una persona stupenda che mette anima e corpo nel progetto ed è sempre pronta a supportare in caso di problemi di ogni genere. A volte ha addirittura comprato delle camice ai ragazzi per affrontare il colloquio di lavoro. Ha un attaccamento raro e un’attenzione fantastica.
Seconda Chance è il vostro primo progetto in ambito sostenibilità sociale?
E’ il nostro primo progetto strutturato al quale abbiamo affiancato la Palombini Academy, realizzata in collaborazione con Randstadt grazie alla quale formiamo ragazzi con problemi di inserimento nel mercato del lavoro che noi formiamo a nostre spese ed inseriamo in organico. E’ un progetto molto importante visto che fa incontrare domanda e offerta di lavoro.
Da quanto tempo è attiva la Palombini Academy?
Siamo alla terza edizione. Due per la sala e una per la cucina ed è un progetto che è nato a settembre 2025. Stiamo creando nuove edizioni che cercheremo di espandere sia su scala locale che su scala nazionale attraverso la FIPE. Oggi lavorano con noi dieci ragazzi che non avevano alcuna esperienza nel mondo della ristorazione.
Allargando il discorso alla nostra città qual è la sua impressione?
In questo momento vedo una città che va avanti e offre attenzione anche alle idee imprenditoriali dei giovani. Come rappresentante di Confcommercio Roma mi sento di dare un messaggio di fiducia nel lavoro fatto dalle istituzioni e dal sindaco che è condiviso da molti miei colleghi. Si è fatto tanto ma molto resta ancora da fare.
Passato il Giubileo vede un calo di attenzione nei confronti di Roma?
Dopo il Giubileo adesso ci sono le olimpiadi di Milano- Cortina e quindi inevitabilmente l’attenzione del Paese è spostata a nord ma Roma deve andare avanti. Bisogna investire sui giovani imprenditori del territorio. Sono i giovani che ormai formano il tessuto anche sociale di una città.
3 suggerimenti flash per il sindaco?
Sicuramente potenziare il trasporto pubblico rendendolo fruibile per tutti nonostante le difficoltà strutturali della nostra città. Poi lavorare sul decoro pubblico perché le strade sono il biglietto della visita della nostra città e infine dare ancora maggiore attenzione ai giovani. Chi esce dall’università molto spesso è preoccupato in relazione alla ricerca di lavoro. Sarebbe utile creare processi di accompagnamento strutturati per studenti e aspiranti imprenditori per la creazione di nuove imprese.
Cosa rappresenta oggi il Gruppo Palombini rispetto all’idea iniziale del suo fondatore?
Palombini nasce dalla visione del Comm. Giovanni Palombini: creare un’attività polifunzionale di grande respiro in quello che sarebbe divenuto il quartiere degli affari della nuova Roma, cioè l’EUR. Attenta ad una clientela eterogenea e sempre più esigente, Palombini negli anni ha ampliato la propria offerta tenendo conto sia delle necessità dei singoli clienti, sia di quelle delle grandi società. La continua e giornaliera ricerca dei prodotti migliori, preferendo il territorio e le aziende di riferimento del Lazio, contribuiscono a migliorare sempre più l’offerta proposta, dalla colazione della mattina all’aperitivo serale. Oggi il Gruppo Palombini, che con orgoglio ha mantenuto il nome ed il logo storici voluti dal fondatore, rappresenta un gruppo di aziende leader nel settore della caffetteria, della ristorazione, dei ricevimenti e dei servizi di accoglienza.
