Promosso dall’Alumni Chapter Roma e dall’Alumni Club Healthcare & Life Sciences di POLIMI Graduate School of Management, l’incontro ha posto al centro il rapporto tra mercato illegale, uso improprio dei farmaci e pressioni sociali. Roma Good News media partner.
Roma, 16 ottobre 2026 – Il contrasto alla contraffazione farmaceutica e i fattori sociali che possono alimentare il ricorso a prodotti contraffatti o non autorizzati: questi i temi al centro dell’incontro “La contraffazione dei farmaci e i nuovi modelli sociali”, svoltosi ieri nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica.
L’evento, promosso dall’Alumni Chapter Roma e dall’Alumni Club Healthcare & Life Sciences di POLIMI Graduate School of Management, su iniziativa della senatrice Licia Ronzulli, ha proposto un confronto multidisciplinare sulle implicazioni sanitarie, sociali, economiche e regolatorie del fenomeno. Roma Good News ha accompagnato l’iniziativa in qualità di media partner.
Il programma ha riunito Domenico Di Giorgio, dell’Ufficio Carenze, Qualità dei Prodotti e Contrasto al Crimine Farmaceutico di AIFA; Maurizio Montemagno, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; Giorgia D’Errico, responsabile Relazioni Istituzionali di Save the Children Italia; e l’onorevole Simonetta Matone, magistrato e parlamentare. La moderazione è stata affidata a Benedetto Buono, Deputy Director EMBA Roma di POLIMI Graduate School of Management e Founding Partner di Buono & Partners.
«La contraffazione dei farmaci non è solo un fenomeno di illegalità economica, ma un problema che investe la salute delle persone, la fiducia nei sistemi sanitari e la credibilità di un settore strategico per il nostro Paese. La lotta alla contraffazione farmaceutica deve essere affrontata attraverso una strategia integrata. È fondamentale rafforzare la collaborazione tra istituzioni, autorità di controllo, forze dell’ordine, professionisti della salute e operatori economici». – Senatrice Licia Ronzulli
L’incontro è stato costruito attorno a due direttrici complementari. La prima dedicata alle dimensioni e all’evoluzione della contraffazione farmaceutica, al presidio della filiera, delle frontiere e dei canali distributivi non ufficiali, alle strategie e agli strumenti di contrasto.
Come condiviso da Domenico Di Giorgio, AIFA, in Italia sono state sviluppate molte buone pratiche per contrastare la falsificazione dei medicinali, ma non sempre si conoscono gli strumenti già disponibili. Anche nella comunicazione bisognerebbe partire dall’ascolto, recuperare le esperienze che funzionano e valorizzarle, invece di ricominciare ogni volta da zero.
Tra i messaggi emersi, Maurizio Montemagno, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli suggerisce la necessità di smontare l’idea dell’ottenere tutto e subito, così come nello studio e nello sport, i risultati richiedono impegno e ricorrere a sostanze dannose non è una scorciatoia. Occorrerebbe, infatti, far capire ai più giovani quali conseguenze possono avere queste scelte e perché acquistare prodotti illegali o contraffatti mette a rischio la salute.
La seconda direttrice ha posto l’attenzione sui fattori che possono alimentare la domanda: l’uso improprio dei farmaci, la ricerca di sostanze per modificare il proprio aspetto o migliorare le prestazioni fisiche e mentali, le fragilità che possono esporre soprattutto i più giovani a comportamenti rischiosi.
Nell’impostazione dell’iniziativa, particolare rilievo è stato dato al rapporto tra questi comportamenti e i modelli sociali e culturali che promuovono standard estetici e prestazionali sempre più esigenti: dalla magrezza estrema ai corpi ipermuscolosi, fino alla richiesta di prestazioni fisiche e mentali elevate.
Giorgia D’Errico, Save the Children Italia ha condiviso l’idea che è necessario parlare di questi rischi con un linguaggio accessibile anche ai più giovani, prima che diventino un’emergenza, perché la prevenzione passa dalla scuola e dalle famiglie per superare i tabù e spiegare, con esempi concreti, quali conseguenze può avere l’uso improprio dei farmaci.
Dello stesso pensiero Simonetta Matone, magistrato e parlamentare per la quale la comunicazione è fondamentale, in un contesto in cui i modelli sono diventati irrealistici, diffusi e condivisi senza essere messi in discussione. Bisognerebbe lavorare, quindi, su questa cultura, anche nel rapporto con i figli, e trovare un linguaggio capace di arrivare davvero ai più giovani.
L’obiettivo dell’appuntamento è stato mettere in relazione l’offerta e i canali attraverso cui i farmaci contraffatti o illegali raggiungono il mercato con i bisogni, le aspettative e le pressioni sociali che possono sostenerne la domanda. Una prospettiva che affianca alle attività di controllo e contrasto l’attenzione alla prevenzione e alla consapevolezza dei rischi per la salute.
Redazione Roma Good News

