La scaleup romana della cybersecurity raccoglie 270 milioni di dollari per proteggere robot, veicoli e infrastrutture connesse. Un risultato che porta l’innovazione della Capitale ai vertici della tecnologia europea.
Una realtà nata a Roma entra nel ristretto gruppo delle aziende tecnologiche valutate più di un miliardo di dollari. Exein, impresa specializzata nella cybersecurity dei dispositivi connessi e della cosiddetta Physical AI, ha annunciato un nuovo finanziamento da 270 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione complessiva di 1,7 miliardi.
Il round è stato guidato dal fondo internazionale Headline, con la partecipazione, tra gli altri, di Sofina, Goldman Sachs, del Gruppo Banca europea per gli investimenti attraverso la European Tech Champions Initiative, KfW Capital e T.Capital. Un’operazione che segna una nuova fase nella crescita dell’azienda e consolida il suo posizionamento nel panorama tecnologico internazionale.
La cybersecurity entra nel mondo fisico
Fondata nella Capitale nel 2018 da Gianni Cuozzo, Exein sviluppa soluzioni di sicurezza integrate direttamente nei dispositivi. La sua tecnologia opera nel punto in cui viene eseguito il codice, consentendo di individuare e bloccare potenziali attacchi in tempo reale.
L’obiettivo è proteggere non soltanto computer e reti, ma anche gli oggetti intelligenti che agiscono nel mondo fisico: robot, droni, automobili, macchinari industriali, apparecchiature sanitarie e infrastrutture energetiche.
È questa la frontiera della Physical AI: sistemi capaci di percepire l’ambiente, prendere decisioni e compiere azioni concrete. In questo scenario, un attacco informatico non comporta più soltanto la perdita di dati, ma può produrre conseguenze dirette su macchine, servizi e persone.
La sfida è resa ancora più urgente dalla velocità con cui evolvono le minacce. Exein dichiara di rilevare ogni settimana circa 5.000 nuovi attacchi non ripetitivi sulla propria rete, cinque volte quelli registrati un anno fa. La tecnologia dell’azienda è già distribuita su oltre due miliardi di dispositivi nei settori automotive, industriale, energetico, sanitario, aerospaziale, dei semiconduttori e della robotica.
Un modello di sicurezza capace di reagire autonomamente
Una parte degli investimenti sarà destinata allo sviluppo di un modello proprietario di intelligenza artificiale addestrato sui dati relativi al comportamento reale delle macchine.
Il progetto punta alla creazione di agenti di sicurezza autonomi, capaci di comprendere il funzionamento dei sistemi e reagire agli attacchi senza attendere l’intervento umano. L’architettura di sicurezza “agentica” è prevista entro la fine del 2026, mentre i primi modelli dovrebbero essere presentati nel primo trimestre del 2027.
Le nuove risorse sosterranno inoltre l’espansione di Exein negli Stati Uniti e nell’area Asia-Pacifico. L’azienda, che ha già sedi operative in Europa, negli Stati Uniti e a Taiwan, prevede di rafforzare la propria presenza internazionale, aprire un ufficio nella Bay Area di San Francisco e proseguire la crescita in Giappone e Corea del Sud.
Un segnale per l’ecosistema romano
La trasformazione di Exein in unicorno rappresenta una buona notizia non soltanto per l’azienda, ma anche per l’ecosistema dell’innovazione della Capitale. Dimostra come da Roma possa nascere una tecnologia altamente specializzata, capace di attrarre importanti investitori internazionali e competere in un mercato globale.
La valutazione miliardaria è certamente il dato più immediato, ma forse non quello più significativo. La vera sfida sarà capire se il percorso di Exein resterà un caso isolato o diventerà uno dei segnali di un ecosistema romano e italiano finalmente capace non solo di generare innovazione, ma anche di accompagnarne la crescita su scala internazionale.

