A Roma gli Stati Generali del Management Consulting: Assoconsult racconta il futuro della consulenza tra AI, PMI e nuova governance

Roma ha ospitato questa settimana gli Stati Generali del Management Consulting 2026, l’appuntamento annuale promosso da Assoconsult, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese di consulenza di management attive in Italia.

L’evento, svoltosi il 17 giugno presso Palazzo Montemartini, ha riunito operatori del settore, imprese, istituzioni e business community per discutere il ruolo della consulenza nello scenario economico attuale e il suo contributo alla competitività del sistema produttivo. Un confronto che ha assunto quest’anno un significato particolare, in un momento in cui la consulenza appare sempre più integrata nei processi di trasformazione delle imprese, dalla digitalizzazione all’intelligenza artificiale, dalla crescita commerciale all’organizzazione interna.

Tra i momenti centrali della giornata, la presentazione del volume Storia del Management Consulting in Italia, curato da Assoconsult ed edito da Il Sole 24 Ore. Il libro ricostruisce l’evoluzione della consulenza nel Paese, raccontando il passaggio da attività specialistica a leva strategica per imprese, pubbliche amministrazioni e organizzazioni complesse. Una traiettoria che riflette anche il cambiamento del ruolo del consulente: non più soltanto supporto esterno su singole criticità, ma partner nella progettazione e nell’esecuzione dei processi di sviluppo.

In occasione degli Stati Generali è stata inoltre presentata la nuova indagine Assoconsult, realizzata insieme a Buono & Partners, dedicata alla domanda di servizi professionali e di consulenza da parte delle imprese italiane. La ricerca, condotta su oltre 750 aziende con fatturato fino a 100 milioni di euro, fotografa un mercato ormai maturo e strutturale: il 96,9% delle imprese intervistate acquista servizi professionali e di consulenza.

Il dato conferma come il ricorso a competenze esterne non sia più legato esclusivamente a fasi straordinarie o emergenziali, ma sia diventato una componente ordinaria della gestione aziendale. Le imprese costruiscono portafogli articolati di interventi, combinando amministrazione e controllo di gestione, ICT e trasformazione digitale, marketing e sviluppo commerciale, risorse umane e change management, intelligenza artificiale, dati e automazione, certificazioni, qualità e strategia.

Particolarmente rilevante anche la dinamica degli investimenti. La spesa mediana annua per servizi professionali e consulenza si attesta a 37.500 euro, mentre la media supera i 103 mila euro, segnale di un mercato molto differenziato, nel quale convivono interventi mirati e programmi di trasformazione più complessi. Guardando al futuro, l’intelligenza artificiale emerge come principale area di investimento per il 2026, indicata dal 39,7% delle imprese.

Accanto alla tecnologia, la ricerca evidenzia il peso crescente delle competenze. Il 59,1% delle aziende sceglie il proprio consulente sulla base della specializzazione, prima ancora della conoscenza del settore o della relazione fiduciaria. Un’indicazione che restituisce un mercato più selettivo e più consapevole, nel quale la capacità di portare competenze distintive diventa un fattore competitivo centrale.

Gli Stati Generali hanno rappresentato anche un passaggio istituzionale importante per Assoconsult. Il 18 giugno, nel corso dell’Assemblea generale dei soci riunita a Roma in Confindustria, Alberto Antonietti è stato eletto nuovo presidente dell’associazione. Antonietti, Managing Director di Accenture dal 2005, ricopre il ruolo di Growth & Strategy Lead per Accenture Italia, Grecia e Israele ed è membro dell’Executive Committee di Accenture ITG.

La nuova presidenza raccoglie l’eredità di Luigi Riva, presidente uscente di Assoconsult, che negli ultimi anni ha accompagnato il consolidamento del settore e il rafforzamento del suo posizionamento nel dibattito economico nazionale. Secondo i dati richiamati in occasione dell’evento, il management consulting rappresenta oggi un comparto da oltre 30 miliardi di euro di volume d’affari e più di 200 mila addetti.

L’edizione 2026 degli Stati Generali restituisce quindi l’immagine di una filiera che non si limita più a interpretare il cambiamento, ma contribuisce direttamente a renderlo possibile. In un contesto segnato da trasformazione tecnologica, nuove esigenze organizzative e crescente complessità competitiva, la consulenza si conferma una leva strutturale per accompagnare le imprese italiane nei processi di crescita, innovazione e rafforzamento manageriale.

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